COMPRARE CASA IN CINA DA STRANIERI: SI PUO’? E COME FARE?

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I prezzi delle case in Cina continuano a salire e sfido qualsiasi straniero con un progetto di vita a medio-lungo termine in questo paese a non aver accarezzato l’idea di comperare un appartamento di proprietà.

Fingendo che i prezzi astronomici non siano un problema, è possibile per un cittadino straniero comperare un immobile in Cina? E come si deve fare?

Innanzitutto, comperare un immobile in Cina per un cittadino straniero è possibile, a patto che questi abbia un permesso di residenza per studio o lavoro da almeno un anno. Le regole potrebbero differire da provincia a provincia, ma in linea di massima il cittadino non cinese può possedere un solo immobile, e questo dev’essere adibito a residenza principale (non può, ad esempio, essere dato in affitto).

Bisogna avere chiaro in mente che in Cina non esiste la proprietà privata del terreno, che rimane sempre dello stato, ma solo la licenza ad usarlo per 70 anni. Quella che si compra, quindi, è la casa e non il terreno dove sorge. Questo termine non si rinnova automaticamente nel momento della compravendita, quindi fra qualche decina d’anni si porrà il problema di cosa succederà ai proprietari ai quali scade il termine: alcuni affermano che i diritti di uso del terreno verranno rinnovati automaticamente, altri che bisognerà pagare di nuovo l’affitto della terra. Essendo la proprietà immobiliare un fatto relativamente nuovo in Cina, questa casisitica non si è ancora mai presentata e non si può sapere con certezza come andranno le cose.

Un altro particolare da considerare è che le case più vecchie, per legge, possono essere confiscate dallo stato con lo scopo di erigere nuove costruzioni. In questo caso l’indennizzo ricevuto potrebbe essere più basso del prezzo pagato per l’acquisto. Resta da vedere, in un mercato immobiliare dove case di 15 anni sono considerate già vetuste, quale sia ragionevolmente questo limite di tempo.

Anche ottere un mutuo è possibile. Le richieste variano da banca a banca, e la quota finanziata non è superiore al 70% del valore dell’immobile (il 30% va pagato quindi come anticipo in contanti). La rata del mutuo solitamente non può superare metà dello stipendio mensile e anche la durata del mutuo stesso può variare a seconda di molti fattori, tra cui il più importante l’età del richiedente.

Una volta individuata la casa adatta (ricordatevi anche di verificare che un eventuale precedente mutuo sia stato estinto!), quali sono i passi pratici?

1. Inoltrare (di solito tramite agente) una lettera ufficiale di offerta che preveda prezzo proposto, metodo di pagamento e ogni altra eventuale clausola. Se il venditore accetta, questo è il momento di versargli l’1% del valore.
2. Questo è anche il momento di richiedere il mutuo, se necessario. Possono essere necessari molti documenti, meglio informarsi in tempo e dettagliatamente.
3. Il venditore e l’acquirente firmano la bozza di contratto, che dev’essere notarizzata se quest’ultimo è straniero. In alcuni casi, il contratto dev’essere approvato dal governo e dall’ufficio di pubblica sicurezza. È questo il momento di versare il 30% di anticipo.
4. Viene fatta richiesta all’ufficio governativo di trasferire il titolo di proprietà, dietro pagamento della relativa imposta. Quest’ultimo passaggio può durare parecchie settimane.
5. Nel momento in cui il nuovo certificato di possesso viene emesso, il compratore deve pagare al venditore il restante 70% del valore.

Oltre al pagamento del valore della casa, ci sono altre spese delle quali tener conto: la tassa di proprietà (3-5%, dipende dai luoghi), le tasse di trasferimento, edilizia cittadina, tariffe legali e di notarizzazione. L’ammontare totale di queste imposte e tasse può superare l’11% del prezzo dell’immobile e va quindi tenuto seriamente in considerazione.

Senza contare che, per tutelarsi in un processo che non è per niente semplice, è il caso di rivolgersi ad un avvocato che sappia dare buona consulenza, in quanto le informazioni che si possono reperire autonomamente (come ho fatto ad esempio io scartabellando nei siti in inglese) potrebbero essere incomplete o non aggiornate.

Ultimo fatto da tenere in considerazione: nel caso di vendita, può uno straniero trasferire il ricavato fuori dalla Cina? Secondo un articolo apparso sul South China Morning Post il 23.6.2017, se si ha la prova che il denaro deriva da una vendita immobiliare legale, questo si può fare senza problemi presentando una richiesta tramite la propria banca all’Amministrazione statale dello scambio di valuta estera.

Antonella Moretti

 

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